Trasporto ferroviario Firenze – Arezzo – Chiusi: incontro positivo del tavolo istituzionale regionale a San Giovanni Valdarno

Si è svolto questa mattina, nella sala riunioni del Comune di San Giovanni Valdarno, il terzo incontro del tavolo istituzionale di confronto dedicato alla linea ferroviaria Firenze–Arezzo–Chiusi, promosso dall’assessorato regionale ai trasporti della Regione Toscana e che coinvolge Regione, enti locali, RFI, Trenitalia, rappresentanti dei pendolari e associazioni dei consumatori.

A differenza dei precedenti appuntamenti, la riunione si è svolta in presenza nel territorio valdarnese, scelta particolarmente apprezzata dagli amministratori locali perché segno di attenzione concreta verso le esigenze dei cittadini e dei pendolari. L’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni è intervenuto accompagnato dallo staff tecnico della Regione Toscana.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate alcune questioni centrali per il futuro del trasporto ferroviario regionale e del Valdarno aretino.

Uno dei temi principali ha riguardato le criticità previste nel mese di luglio, legate ai lavori di sostituzione del ponte ferroviario di Ponte al Pino, infrastruttura ormai arrivata al termine della propria funzionalità. I disagi interesseranno in particolare la prima e l’ultima settimana di luglio, per un totale di sette giorni lavorativi, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità quotidiana dei pendolari.
Durante il tavolo sono stati ascoltati anche i rappresentanti dei comitati pendolari e il Movimento Consumatori, ai quali è stata richiesta collaborazione e disponibilità nel formulare proposte utili a limitare i disagi e migliorare la gestione delle criticità.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata al contratto di servizio tra Regione Toscana e Trenitalia. Il nuovo mobility manager della Regione Toscana ha illustrato in maniera dettagliata il quadro degli investimenti, il rinnovo del parco mezzi e il sistema di bonus e penali previsto dal contratto.

È emerso che, su un totale di circa 500 mezzi ferroviari regionali, negli ultimi anni ne sono stati sostituiti 86, contribuendo ad abbassare significativamente l’età media del materiale rotabile in Toscana. Per quanto riguarda i sei nuovi treni ad alta velocità previsti per la Regione Toscana, due saranno consegnati entro la fine del 2026 e gli altri quattro entro il 2027.
Per la tratta Valdarno–Firenze rimane confermata la deroga concessa dall’Autorità di regolazione dei trasporti fino al 2027
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle penali e dei bonus previsti dal contratto di servizio.Poichè questo ha superato ormai i quattro anni di applicazione, l’assessore regionale Filippo Boni ha manifestato la disponibilità a rivedere alcuni aspetti del sistema sanzionatorio aprendo così a un confronto con amministratori, pendolari e associazioni dei consumatori per rendere più efficiente il sistema.

 Il commento di Valentina Vadi, presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino:
“Il tavolo regionale sul trasporto ferroviario ha avuto un esito molto positivo e importante, soprattutto per il nuovo approccio che l’assessore regionale Filippo Boni ha impresso nella gestione di queste problematiche, manifestando una particolare vicinanza ai territori e ai bisogni delle comunità locali. La scelta di svolgere l’incontro in presenza a San Giovanni Valdarno, insieme allo staff tecnico regionale, rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il Valdarno e i suoi pendolari.
L’incontro è stato molto proficuo perché ha consentito di affrontare in maniera chiara e approfondita sia le criticità legate ai lavori previsti nel mese di luglio, sia le prospettive future del servizio ferroviario regionale, dal rinnovo del parco mezzi fino alla revisione del sistema delle penali. Importante anche la disponibilità manifestata dall’assessore ad ascoltare i comitati pendolari, gli amministratori pubblici e il Movimento Consumatori, nell’ottica di migliorare ulteriormente il servizio.
Siamo soddisfatti del confronto approfondito duranto due ore e mezzo e anche della nuova modalità di confronto, improntata all’ascolto, alla collaborazione e a una particolare attenzione nei confronti dei territori”