NON AUTOSUFFICIENZA, IL QUADRO DEL VALDARNO ARETINO IN CONFERENZA DEI SINDACI

Si è svolta ieri mattina la conferenza integrata dei sindaci del Valdarno aretino con la Asl Toscana sud est. Al centro dell’incontro, un approfondimento sul tema della non autosufficienza, con la presentazione di dati aggiornati relativi alle risorse disponibili, ai servizi attivi e alle criticità del territorio. Un quadro conoscitivo richiesto dalla presidente della conferenza, Valentina Vadi, e dagli amministratori, per disporre di elementi concreti sui quali sviluppare il confronto e individuare possibili risposte ai bisogni della popolazione anziana.

Erano presenti Valentina Vadi, presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino e sindaco di San Giovanni Valdarno; Andrea Rossi, sindaco di Loro Ciuffenna; Thomas Stagi, vicesindaco di Cavriglia; Orietta Gagliardi, assessore di Castelfranco Piandiscò; Giulia Bigiarini, assessore di Terranuova Bracciolini; Alessandra Chighine, assessore di Laterina Pergine Valdarno; Lorenzo Allegrucci, assessore di Montevarchi. Il Comune di Bucine ha delegato Valentina Vadi. Presenti inoltre Gabriele Rossi, responsabile dei servizi sociali di San Giovanni Valdarno, e Barbara Fantoni, responsabile welfare e coesione sociale del Comune di Montevarchi.

Per la Asl Toscana sud est hanno partecipato Patrizia Castellucci, direttrice dei servizi sociali; Elena Rebora, direttrice della zona distretto Valdarno; Claudia Cannoni, rufas; Maria Teresa Lazzerini, responsabile amministrativo; Lorella Scirghi, assistente sociale del dipartimento non autosufficienza; Fabiana Tramontana, percorsi non autosufficienza della zona Valdarno.

Dai dati presentati da Elena Rebora e Patrizia Castellucci è emerso innanzitutto un aumento delle risorse economiche strutturali destinate alla non autosufficienza nel Valdarno aretino: tra il 2023 e il 2026 si è passati da circa 5,5 milioni a circa 6,5 milioni di euro. Un incremento legato all’aumento della popolazione ultrasessantacinquenne, che conferma un fenomeno ormai evidente anche a livello territoriale: il progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento dei bisogni assistenziali.

Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato la disponibilità di posti nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA). Nel Valdarno sono presenti complessivamente 358 posti di modulo base, una dotazione che, sulla carta, consentirebbe di rispondere alle richieste provenienti dai cittadini della zona. La situazione, tuttavia, è più complessa. Il principio della libera scelta, introdotto dalla Regione Toscana, consente infatti alle persone anziane di accedere anche a strutture situate in territori diversi da quello di residenza. Questo comporta l’arrivo nelle RSA del Valdarno di persone provenienti da altre zone e riduce, di conseguenza, il numero di posti effettivamente disponibili per gli anziani del territorio. Le liste di attesa confermano questa criticità: attualmente sono 44 le persone in attesa di un posto in RSA nel modulo base e 20 quelle in lista per il modulo cognitivo, destinato alle persone con patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Il dato evidenzia, dunque, una difficoltà concreta.

Per questo, su indicazione della presidente Valentina Vadi, la Conferenza dei sindaci si è impegnata a predisporre una lettera da inviare alla Regione Toscana, con l’obiettivo di sottoporre all’attenzione regionale la situazione e chiedere di valutare possibili integrazioni normative che consentano di garantire una risposta più adeguata ai bisogni della popolazione del Valdarno.

Tra i dati presentati è emerso un elemento molto positivo relativo agli inserimenti temporanei nelle RSA, i cosiddetti ricoveri di sollievo. Si tratta di accoglienze limitate nel tempo, pensate per offrire un supporto alle famiglie che assistono persone anziane non autosufficienti e consentire loro di affrontare, per periodi determinati, le esigenze legate alla cura e all’assistenza. Dal 1° gennaio al 30 settembre di quest’anno sono stati effettuati 146 inserimenti temporanei, con una media indicata di circa 25 persone al mese. Questi interventi rappresentano una risorsa importante per le famiglie e per chi si prende cura quotidianamente di una persona non autosufficiente, offrendo un sostegno concreto nella gestione dell’assistenza e la possibilità di affrontare periodi di maggiore difficoltà.

La situazione nei centri diurni destinati agli anziani attualmente risulta sufficiente per rispondere alle esigenze del territorio del Valdarno.
Nel corso della riunione, la direttrice della zona distretto Valdarno ha inoltre avanzato una proposta per ampliare ulteriormente l’offerta di posti convenzionati nel centro diurno di recente apertura a San Giovanni: aggiungere agli 8 posti convenzionati già autorizzati, altri 14, ampliando così la disponibilità nella struttura e rafforzando la capacità di risposta ai bisogni assistenziali della zona.
La riunione ha consentito di fare il punto sulla situazione della non autosufficienza nel Valdarno aretino, mettendo in evidenza sia le risorse già disponibili sia le criticità ancora da affrontare, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle RSA.
La necessità emersa è quella di aumentare la disponibilità effettiva di posti destinati agli anziani del territorio oppure di intervenire sul quadro normativo già esistente, affinché i 358 posti presenti nelle RSA del Valdarno possano rispondere in misura maggiore alle esigenze dei cittadini residenti.

La Conferenza dei sindaci proseguirà quindi il confronto con la Regione Toscana, a partire dall’iniziativa condivisa per rappresentare le difficoltà riscontrate e individuare possibili soluzioni, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi e garantire risposte adeguate a una popolazione che invecchia e a famiglie sempre più chiamate a confrontarsi con i bisogni della non autosufficienza.
Un ringraziamento al direttore di zona distretto, al direttore dei servizi sociali di area vasta per il quadro di dati molto preciso e puntuale che ha fornito alla Conferenza dei Sindaci