La Conferenza dei Sindaci del Valdarno visiona la relazione della Asl e della Regione sulla richiesta di deroga per il punto nascita della Gruccia

Un incontro approfondito ha evidenziato la sicurezza clinica del reparto, le criticità infrastrutturali e raccolto le osservazioni dei sindaci

Si è svolta questa mattina a San Giovanni Valdarno la Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino, riunita in forma integrata alla presenza dei vertici della Asl Toscana Sud Est e dei rappresentanti della Regione Toscana.

Al tavolo erano presenti la presidente della Conferenza zonale dei sindaci Valentina Vadi, insieme ai sindaci Leonardo Degl’Innocenti o Sanni di Cavriglia, Jacopo Tassini di Laterina Pergine Valdarno, Andrea Rossi di Loro Ciuffenna, Silvia Chiassai Martini di Montevarchi e Sergio Chienni di Terranuova Bracciolini e agli assessori Silvia Cioni per Bucine, Orietta Gagliardi per Castelfranco Piandiscò.

Per la Regione Toscana hanno partecipato l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture Filippo Boni e il direttore del settore infrastrutture, viabilità e trasporti Enrico Becattini.

Per la Asl Toscana Sud Est erano presenti il direttore generale Marco Torre, la direttrice sanitaria Barbara Innocenti, la direttrice della zona distretto Elena Rebora, la direttrice del presidio ospedaliero del Valdarno Patrizia Bobini, la direttrice di pediatria e neonatologia Sara Casalini, e Filippo Francalanci, direttore di ostetricia e ginecologia.

Al centro della seduta la presa visione preventiva della documentazione relativa alla richiesta di deroga per il punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, un passaggio particolarmente rilevante per il futuro del servizio e per la tutela di un presidio fondamentale per il territorio valdarnese.

L’obiettivo condiviso resta quello di arrivare al 31 dicembre con il raggiungimento della soglia dei 500 parti annui, parametro stabilito dalla normativa nazionale e ritenuto determinante per garantire la continuità del servizio e la sicurezza delle madri e dei neonati.

Parallelamente, si sta lavorando alla richiesta di deroga al Ministero della Salute, che consente – in presenza di specifiche condizioni territoriali e infrastrutturali – di mantenere attivo il punto nascita anche nel caso in cui la soglia non venga temporaneamente raggiunta.

Dopo l’introduzione della presidente Valentina Vadi, ha preso la parola il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre, che ha illustrato i contenuti della relazione predisposta dalla Asl per la richiesta di deroga.

Il direttore generale ha evidenziato come il punto nascita del Valdarno sia attualmente l’unico in crescita nei primi tre mesi dell’anno, registrando 10 parti in più rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di un dato complessivo negativo sia a livello provinciale, sia, più in generale, in tutta l’area vasta.

Torre ha inoltre ribadito, anche attraverso la presentazione della check list allegata alla richiesta di deroga, che sono pienamente garantiti tutti gli standard qualitativi, sia in termini di personale che di dotazioni strumentali, nel rispetto della normativa nazionale.

Nel corso dell’intervento è stato inoltre sottolineato come il punto nascita della Gruccia rappresenti un presidio strategico per il territorio, punto di riferimento per la popolazione del Valdarno: l’indice di attrattività si attesta oggi al 72%, in crescita evidente rispetto al dato presente nella relazione del 2022.

Dalla relazione emerge inoltre come le caratteristiche geografiche e infrastrutturali del territorio determinino criticità significative nei collegamenti con gli altri presidi ospedalieri, con un conseguente aumento dei tempi di percorrenza e un potenziale impatto sulla sicurezza, in particolare nelle situazioni di emergenza-urgenza.

Sotto il profilo organizzativo, è stato evidenziato come il reparto garantisca un modello assistenziale completo e qualificato, in grado di coniugare sicurezza clinica, appropriatezza e umanizzazione delle cure, con percorsi dedicati al parto fisiologico, presa in carico personalizzata e la disponibilità di tutte le opzioni assistenziali, compresa la partoanalgesia h24.

È stato infine ribadito il pieno rispetto degli standard previsti a livello nazionale e l’integrazione del presidio nella rete perinatale, con la possibilità di trasferimento assistito verso strutture di livello superiore nei casi più complessi.

La richiesta da presentare al Ministero è articolata in più parti: relazione introduttiva, che illustra la situazione del reparto e gli interventi attuati per sostenere l’attività del punto nascita; check list dei requisiti organizzativi e dei processi assistenziali, che documenta l’adeguatezza del reparto in termini di sicurezza, personale e protocolli clinici; report infrastrutturale, realizzato dall’assessorato regionale alle infrastrutture, che analizza i flussi di traffico, i tempi di percorrenza verso altri punti nascita e le condizioni delle principali vie di collegamento del Valdarno.

A seguire ha preso la parola l’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Filippo Boni, che ha illustrato il lavoro svolto dalla Regione Toscana sul fronte infrastrutturale, elemento centrale nella costruzione della richiesta di deroga.

Boni ha illustrato i contenuti della relazione, evidenziando come, a fronte di tempi di percorrenza in condizioni ottimali che difficilmente si verificano, le numerose criticità della rete possano determinare un significativo allungamento dei tempi di accesso ai presidi ospedalieri alternativi.

Le analisi tengono conto di diversi scenari di traffico e mettono in evidenza come, tra viabilità locale e rete autostradale, i tempi possano superare i 60 minuti con una frequenza tutt’altro che occasionale, anche in relazione a situazioni di congestione che si verificano con regolarità.

A incidere sono una pluralità di fattori: l’elevato carico di traffico, in particolare nelle ore di punta; la presenza di cantieri e lavori in corso o programmati; gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; l’elevata incidentalità lungo le principali direttrici; oltre alle limitazioni alla circolazione introdotte negli ultimi mesi, come il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti su alcuni tratti dell’autostrada A1. Un quadro complessivo che rende i tempi di percorrenza meno prevedibili e spesso più lunghi rispetto alle condizioni teoriche.

A supporto dell’analisi, l’assessore ha evidenziato come, sulla base dei dati della Regione Toscana, gli incidenti con lesioni – che determinano code e rallentamenti – si verifichino mediamente un giorno su quattro lungo il tratto considerato.

Un dato che, come sottolineato, non tiene conto delle ulteriori criticità legate a eventi che non comportano feriti – come guasti ai veicoli o altri episodi di traffico – ma che incidono comunque in modo significativo sulla formazione di code e sull’allungamento dei tempi di percorrenza.

A conferma di questo quadro alla relazione è stato inoltre allegato un report documentale, composto anche da articoli di stampa, che evidenzia l’elevata frequenza di episodi di congestione e incidentalità lungo l’asse infrastrutturale di riferimento.

Il Valdarno presenta inoltre una significativa percentuale di cittadini stranieri che si spostano prevalentemente con i mezzi pubblici per recarsi all’ospedale, con tempi di percorrenza più lunghi e incerti.

L’incontro ha rappresentato un momento importante di confronto istituzionale, finalizzato a condividere in maniera preventiva i contenuti della richiesta di deroga prima della sua trasmissione al Ministero, confermando la volontà del territorio di seguire con attenzione ogni passaggio relativo al futuro del punto nascita.

“È stato un incontro davvero molto importante, durato oltre due ore e per noi sicuramente soddisfacente – ha dichiarato la presidente Valentina Vadi –. La richiesta di deroga va nella direzione di preservare e tutelare il nostro punto nascita, attraverso una relazione ampia e articolata che ne valorizza i punti di forza e ne conferma la sicurezza clinica e l’appropriatezza delle cure sia per le madri che per i bambini. È stato affrontato in maniera approfondita anche il tema delle distanze e dei tempi di percorrenza, grazie al lavoro dell’assessorato regionale alle infrastrutture. Abbiamo avanzato alcune richieste di integrazione, che sono state accolte, e nei prossimi giorni visioneremo la versione aggiornata del documento. La relazione è completa e ben strutturata, e la Conferenza dei sindaci si è mostrata unita e compatta nella valutazione e nelle richieste. Una volta inviata la richiesta di deroga la responsabilità e la scelta saranno del Ministero della Salute e del comitato percorso nascita. Il nostro obiettivo resta comunque quello di raggiungere entro il 31 dicembre i 500 parti annui: i dati di questi primi mesi ci rendono fiduciosi e ci dicono che siamo sulla strada giusta. Come conferenza continueremo a monitorare costantemente la situazione. Un doveroso ringraziamento va all’azienda sanitaria, al direttore generale Marco Torre e all’assessorato regionale alle infrastrutture e all’assessore Filippo Boni per l’accurato lavoro svolto”.

“Abbiamo condiviso con la Conferenza dei sindaci la relazione che costituirà la base della richiesta di deroga al Ministero della Salute – ha aggiunto il direttore generale Marco Torre –. Si è trattato di un confronto ampio e costruttivo, dal quale sono emersi contributi utili a rafforzare ulteriormente il documento, in particolare per quanto riguarda le caratteristiche del territorio e i collegamenti con gli altri presidi ospedalieri. Il tema dei tempi di percorrenza è centrale e la relazione tiene conto anche delle realtà più periferiche. Dal punto di vista organizzativo, possiamo confermare il pieno rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla normativa, con un modello assistenziale che integra qualità clinica e umanizzazione delle cure. Fondamentale anche il lavoro di integrazione con l’ospedale San Donato di Arezzo, in particolare sul fronte neonatologico, che consente di elevare ulteriormente il livello delle competenze e della sicurezza”.

“Questa mattina abbiamo condiviso un’analisi approfondita sullo stato delle infrastrutture tra Firenze Sud e Arezzo, con particolare riferimento al Valdarno – ha spiegato l’assessore regionale Filippo Boni –. Lo studio ha evidenziato criticità strutturali legate alla rete autostradale e alla viabilità, a partire dai cantieri per la terza corsia, dagli interventi di manutenzione e dall’elevata incidentalità. I dati mostrano come si verifichino con frequenza situazioni di rallentamento e code, che incidono in modo significativo sui tempi di percorrenza. Le criticità non riguardano solo l’autostrada, ma anche la viabilità locale: ad esempio il ponte Mecarini, innesto dell’A1 dal Valdarno, registra spesso grandi intensità di traffico, soprattutto in determinati orari della giornata.Si tratta di elementi oggettivi che dimostrano come questo tratto sia particolarmente complesso e non sempre in grado di garantire tempi certi di accesso ai presidi ospedalieri. Per questo il lavoro svolto rappresenta un contributo fondamentale alla richiesta di deroga”.

Durante la seduta è stato affrontato anche il tema dell’acquisto di un ecografo destinato al punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, come da richiesta emersa, da parte degli operatori sanitari, nella precedente Conferenza dei sindaci del 6 marzo scorso.

La Conferenza dei sindaci ha accolto l’invito avanzato dal sindaco di Montevarchi per condividere l’acquisto di una sonda, ritenuta una strumentazione importante per l’attività del reparto.

Per quanto riguarda invece l’acquisto di un ecografo, il Calcit Valdarno, rappresentato dal presidente Marco Ermini, ha confermato la disponibilità a farsi promotore di una raccolta fondi dedicata, che coinvolgerà tutti i Comuni del territorio attraverso la Conferenza dei sindaci.

 “Da molti anni il Calcit Valdarno sostiene e supporta l’ospedale del Valdarno – ha dichiarato Marco Ermini, presidente del Calcit Valdarno –. Anche in questa circostanza continueremo il nostro impegno facendoci promotori di una raccolta fondi dedicata all’acquisto di un nuovo ecografo per il punto nascita della Gruccia, uno strumento fondamentale per garantire assistenza di qualità e sicurezza alle donne e ai neonati del territorio, con il sostegno e il supporto della Conferenza dei sindaci”.